mercoledì 9 aprile 2008

PATOLOGIE DELL'ALVEARE


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Il blocco di covata/confinamento regina su favo il protocollo operativo completo su http://cassianbigabbia.blogspot.com/

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La BI GABBIA CASSIAN
Ho utilizzato nel 2009 un telaino da mm. 42 con fissato da entrambi i lati un escludiregina, l’ho presentato alla
Commissione Sanitaria Nazionale a Rimini a novembre 2009, proiettato al convegno di Treviso (febbraio 2010),
Longarone (marzo 2010) e ora su L’APIS n. 5/2010.






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Telaio da mm. 42

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Abbinato alla formazione nuclei in luglio-agosto ho raddoppiato le famiglie con poche perdite invernali e precocità di sviluppo primaverile.
Questo il Protocollo operativo del 2009 : inserire la regina per la sua deposizione nel favo naturale costruito all’interno, liberarla al 20° giorno e prelevare il telaino (il favo naturale con le varroe va in sceratrice), fare il controllo sanitario al nido al 25° giorno (che tutta la covata sia sfarfallata) e intervenire con ossalico gocciolato.
Rispetto al confinamento della regina nelle gabbiette di plastica del commercio da me utilizzate nel 2008 in 28 alveari e nel 2009 in oltre 450 alveari/nuclei, (visibili nelle foto seguenti) il confinamento della regina su favo, la sua continuità di deposizione, la presenza di covata recettiva alla varroa (che va a riprodursi e intrappolarsi in quella porzione di covata anziché parassitizzare le api adulte per 18 giorni), la liberazione della regina con funzioni di deposizione e ormonali di coesione della colonia non compromesse da prolungata clausura, apporta indubbi vantaggi.



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Covata disopercolata per contare le varroe intrappolate nel favo, che va fuso in sceratrice
Ora la “BI GABBIA CASSIAN” che ho ideato e viene resa accessibile al pubblico (modello di utilità, art.82 CPI D. L. n. 30 del 10-2-2005) ha un concetto innovativo (utilizzo di un telaio D. B. da melario standard con 2 escludiregina fissati su riquadro/spazio d’ape), è effica
ce (la deposizione continua, la varroa entra nella covata anziché parassiti
zzare le api adulte, viene utilizzato il telaino da melario con favo vecchio che in tal modo viene sostituito), è comoda (viene inserita al posto di un telaino nel nido)

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è bio (utilizzabile in apicoltura biologica mentre le gabbiette di plastica non sono consentite).



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La BI GABBIA CASSIAN
Il nuovo Protocollo Operativo prevede di lasciare il melario in presenza di importazione; di inserire un telaino con foglio cereo nel nido di fianco alla BI GABBIA CASSIAN e di tagliare una parte di favo per dar modo alla regina di deporre più scalarmente.

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Ringrazio l’apicoltore Semenzin Giuseppe per le bellissime fotografie.

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Nido con al centro la BIGABBIACASSIAN















La BIGABBIACASSIAN prelevata dal centro del nido















Il telaino della BIGABBIACASSIAN

Come da protocollo operativo sono intervenuto con Api-bioxal
* alveari con BIGABBIACASSIAN sono cadute da 12 a 123 varroe;
* alveari con gabbietta Mozzato da 800 a 1500 ad alveare.

CONCLUSIONI : oltre 1000 varroe ad alveare imprigionate nella BIGABBIACASSIAN senza alcun intervento chimico, le api operaie meno parassitizzate dalla varroa ed una regina inserita nell'alveare al massimo delle sue funzioni.








































Un Cammmion di varroe (almeno 130.000)
col
CONFINAMENTO REGINA SU FAVO
Le immagini del blocco 2009, oramai superate dal
CONFINAMENTO REGINA SU FAVO
Blocco 20 giorni e vado in ferie (oltre 200 le gabbiette utilizzate 2 volte)











LA BUONA PRATICA APISTICA
AAA VARROA
La Regione Veneto con la L.R. 23/94 e il Reg. Ce 1234/2007 per la lotta alla varroa ha previsto un contributo del 50%.
Api Life var (max. 2 confezioni per alveare censito) viene distribuito ad € 0,80 la confezione, Api-bioxal ad € 4,20 la confezione da 35 grammi.

PIANO DI LOTTA ALLA VARROA del C..R.A.

aaaa CALENDARIO DEI TRATTAMENTI

Le perdite subite gli anni passati impongono una riorganizzazione aziendale, nuove manipolazioni agli alveari e nuove strategie di lotta alla varroa.
1)aPrelevare la covata da fuchi in marzo-aprile;
(Inserire nel nido un telaino da melario, tra il favo di miele ed il primo con covata; asportare il favo naturale costruito sotto, quando è opercolato da fuco).
2) Far costruire favi naturali agli sciami per abbassare i residui di acaricidi nella cera;
3)aTrattare gli sciami entro 5-6 giorni dal prelievo;
(con acido ossalico gocciolato)
4)aTrattare la famiglia che ha sciamato 20 giorni dopo la sciamatura;
(con api-bioxal)
5)aAcido ossalico gocciolato tra acacia e tiglio/castagno;
(tra una fioritura e l'altra, a volte ci sono 10 gg. ; l'ossalico gocciolato ha efficacia solo sulla varroa presente sulle api)vaVA
6)aFare il blocco di covata o meglio il confinamento regina su favo e trattare; (a metà-fine luglio), (ingabbiare la regina per 20 giorni, indi liberarla, visitare il nido dopo 5 giorni e intervenire con api-bioxal). Nutrire per stimolare la deposizione. 7)aFare nuclei d’api a fine giugno-luglio.aaa Vedere anche Eventi
AAA PESTE AMERICANA
METODO DI LOTTA
1)c Conoscere come si manifesta la malattia (opercolo forato, larva color cioccolata, consistenza filante della larva).
2)dDistruzione della famiglia colpita (No antibiotico. Alla sera, quando tutte le bottinatrici sono rientrate, si chiude l'alveare, si asfissiano le api con dischetti di zolfo, si brucia tutto.
Si possono ottenere risarcimenti previsti da leggi regionali ma, in tal caso bisogna rispettare la trafila : visita del veterinario, esito di laboratorio e verbale di distruzione.
Chi volesse recuperare la cera con la sceratrice a vapore, attenzione ad eliminare i resti in discarica e a non inserire più telaini da scerare in quella sceratrice. In tal caso vanno tagliati i favi vecchi e scerati senza i telaini.
PESTE EUROPEA
METODO DI LOTTA

AAA NOSEMIASI METODO DI LOTTA
AAA VIROSI
METODO DI LOTTA

AAA AVVELENAMENTI
Monitoraggio avvelenamenti : fonti autorevoli (Celli, Porrini, Pannella, Barbero ecc.) indicano nei neonicotinoidi le probabili cause degli spopolamenti/avvelenamenti degli alveari.
Il Centro Regionale di Apicoltura ha predisposto un questionario per la segnalazione.

Al verificarsi di morie di api da avvelenamenti i soci devono : 1) a Segnalare per iscritto (farla protocollare) ai Vigili Sanitari la richiesta di un tempestivo intervento per il prelievo delle api avvelenate ed eventuale vegetazione trattata (entro 24 h);
2) 2 Denunciare ai Carabinieri il danno subito riservandosi di quantificarlo in seguito. E’ inutile recriminare negli incontri tra apicoltori, dobbiamo agire!! Attenzione : il campione di api avvelenate va prelevato da un pubblico ufficiale ed inviato al Centro Regionale di Apicoltura di Legnaro (PD) con l'osservanza della catena del freddo (congelato). Richiedi ad APIMARCA lo stampato per la segnalazione/denuncia (apimarca@interfree.it).